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In Italia sono 59 milioni gli italiani e solo 21 milioni acquistano online-big

In Italia sono 59 milioni gli italiani e solo 21 milioni acquistano online

Nel 2014 si stima che l’e-commerce, cioè l’acquisto di prodotti online, raggiungerà i 1.500 miliardi di dollari a livello mondiale, con una crescita del 20% rispetto al 2013. Fattore determinante in questa importante affermazione della vendita in internet si ritiene sia stata la diffusione di smartphone e tablet, che ha reso l’acquisto facile e veloce dal proprio telefonino un’operazione sempre più frequente. Secondo gli ultimissimi dati diffusi da Eurostat, l’Italia è fanalino di coda d’Europa anche per ciò che riguarda l’uso del web: il 32% della popolazione non utilizza quasi per nulla la rete (circa 20 milioni), il 18% non è mai entrato in internet e solo il 58% degli italiani vi entra quotidianamente. È interessante apprendere, tuttavia, che dei 40 milioni di fruitori della rete, ben 29 milioni accedano a internet via mobile, un dato che fa sempre più pensare alla forte interconnessione se non interdipendenza “utilizzo della rete = proprietà di un dispositivo mobile“.

Qualunque sia il supporto adottato, in ogni caso, se passiamo a considerare i dati riguardanti l’e-commerce, in Italia 21 milioni di persone hanno acquistato online almeno una volta nella vita, 14 milioni l’hanno fatto nel 2013, 10 milioni lo fanno regolarmente, cioè almeno una volta al mese. Un dato comunque in costante crescita: del 18% nel 2013 rispetto all’anno prima e tale da aver fatto registrare un incremento di fatturato del settore da 4 a 11 miliardi di euro dal 2006 al 2013. Si tratta quindi di un terreno fertilissimo sul quale lavorare per potenziarne gli effetti. Nella prima metà dell’anno si sono superati i 50 milioni di transazioni online ogni trimestre. Tutte le aziende che non hanno compreso l’importanza di questo processo hanno conosciuto un calo del conversion rate del proprio sito e quante invece hanno saputo intravedere le possibilità di questa importante rivoluzione hanno trovato opportunità per conquistare una fetta di mercato nuovo, anche con proposte e servizi speciali che giocassero su alcune notizie catturabili dall’uso del mobile, come la geolocalizzazione dell’utente.

Negozi e produttori hanno individuato nello strumento di vendita online la possibilità di scavalcare o quanto meno affiancare complessi sistemi distributivi per arrivare a coprire una fetta del mercato direttamente, con margini di guadagno maggiori. Va da sé che la concentrazione di molte varietà di prodotti in un unico store on-line potente ed efficace nelle consegne e gestione delle risorse come Amazon è sempre più forte, ma il marketplace è piuttosto democratico per quanto riguarda le affiliazioni, così come eBay, e può essere tenuto in considerazione da tutti i piccoli e medi attori del mercato.

Tra i settori trainanti nelle vendite in rete ci sono viaggi, informatica, abbigliamento, benessere, editoria, seguiti da audiovisivi e musica e dal nuovo ingresso prorompente della grocery, quindi dall’arredamento. Molto cliccati i siti di couponing e sempre più trainanti i settori della sharing economy, di condivisione delle risorse come appartamenti, macchine, case-vacanza. Per chi vuole tentare la strada di un commercio diretto, collaterale o alternativa all’affiliazione ai colossi dell’on-line, diventano fondamentali strategie di comunicazione nuove per raggiungere una grossa fetta di pubblico e conquistarne la fiducia. E la parola chiave è multicanalità, cioè integrazione dei canali di vendita, vale a dire negozio offline, on-line, social e mobile.

Ma chi sono gli italiani che acquistano on-line, verso cui orientare i propri sforzi, oggi?

Sono soprattutto utenti di età compresa tra i 18 e i 35 anni con un reddito medio-alto. Secondo la ricerca PwC Total Retail Survey 2014, chi compra on-line lo fa almeno una volta a settimana, per lo più da tablet. Il 47% degli italiani acquirenti utilizza i social network come mezzo di aggiornamento su marchi, brand e novità in uscita per procedere quindi all’acquisto, che viene scelto per ragioni piuttosto precise. Il campione intervistato ha risposto abbastanza uniformemente alla domanda sul perché sia preferibile l’acquisto on-line. La molla è il risparmio, unita alla comodità dell’acquisto da casa e del sistema 24h su 24, 7 giorni su 7.

Tra le richieste dei fruitori per un futuro sempre più florido dell’e-commerce ci sono l’eliminazione delle spese di trasporto e la possibilità di beneficiare di app sempre più avanzate e intuitive. Il device sta influenzando la frequenza delle spese online e la formula di acquisto via app si sta rivelando lo strumento preferito con un incremento dal 20% al 23% in soli tre mesi nell’anno in corso. Il target, anche per l’uso delle app, è quello riferito: e-shopper abituali disposti a spendere, ma attenti alle occasioni di risparmio e comparatori di prezzi su diverse piattaforme.

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