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Web: come gli Stati Uniti raggiungeranno l’Italia

Complice il periodo di crisi che l’Italia sta vivendo, il pessimismo riguardante le nostre risorse tecnologiche si diffonde a macchia d’olio in tutti gli strati della popolazione in grado di utilizzare la rete Internet. Ed è così che si tende a svalutare ciò che di buono abbiamo raggiunto finora e a guardare con invidia e meraviglia quello che altri paesi europei e mondiali, primo su tutti gli Stati Uniti, offrono in campo tecnologico.

In realtà il problema andrebbe affrontato a partire da una prospettiva totalmente diversa: la rapida avanzata degli Stati Uniti nella tecnologia consente infatti ai paesi rimasti indietro di prendere spunto, importare e persino migliorare le innovazioni ad ora sul campo. Recenti ricerche sull’uso di Internet hanno dimostrato che l’Italia è tra i paesi che meno utilizzano la rete abitualmente, con un 33% della popolazione di età compresa tra i 16 e i 74 anni che non ha mai usato Internet; di questi la maggior parte è costituita da adulti di sesso femminile. Se si guarda all’utilizzo di Internet da parte delle imprese la situazione di certo non migliora. Laddove negli Stati Uniti il numero delle imprese che scelgono di utilizzare Internet per la vendita e le campagne di brand reputation aumenta di circa il 13% all’anno, qui in Italia ancora si fa fatica a vedere il web come strumento efficiente di marketing, probabilmente perché è ancora molto ancorata la tradizione della vendita diretta e della fidelizzazione della clientela attraverso un rapporto su base personale. Ciò nonostante i numeri crescono, anche se debolmente, di anno in anno ed ecco che gli anziani imparano ad usare Internet grazie all’intervento dei giovani nipoti e le imprese utilizzano sempre di più siti web e social network per farsi conoscere sul mercato.

Quando si parla di social network non si può non fare riferimento al celebre Facebook di Mark Zuckerberg. Nato come social network per ritrovare e rimettersi in contatto con gli ex compagni di scuola, oggi Facebook è uno dei più grandi bacini al mondo di persone, lavoro ed attività sociali. In Italia esperimenti simili sono stati realizzati con social network come CircleMe, Coffemesh e Quag; ciò che però salta subito all’occhio è la tendenza, da parte di questi social network, di rivolgersi a categorie specifiche di utenti e non alla loro totalità come invece accade per Facebook o FourSquare.

Diverso è il caso di Tripadvisor, portale dedicato alle recensioni degli utenti su hotel e ristoranti, che ha visto in siti web italiani come Gnammo o 2spaghi dei concorrenti all’altezza, complice anche la cultura radicata della cucina italiana, conosciuta in tutto il mondo. Decisamente più sfortunato è il discorso dei motori di ricerca; sono proprio i motori di ricerca statunitensi a detenere il primato assoluto sul web, a partire dal famosissimo Google. Segnali positivi arrivano invece dal probabile arrivo di Netflix in Italia, auspicato per la fine del 2015. Sull’onda del successo del servizio di streaming americano infatti l’Italia prospetta una crescita del catalogo di film e serie TV delle offerte Timvision, Sky e Mediaset Premium, e un abbassamento dei prezzi per fornire un’ampia scelta agli utenti. Inoltre l’arrivo si Netflix sarà sicuramente un incentivo per l’acquisto di smart TV e per una maggiore diffusione della banda larga nel paese. In conclusione c’è da dire che la vera rivoluzione web in Italia dovrebbe partire dai luoghi di studio, facendo di scuole superiori ed università un equivalente del college americano, in cui individui e professori collaborano a stretto contatto dando vita ad idee imprenditoriali di successo mondiale.

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