<?xml version="1.0" encoding="UTF-8"?><rss version="2.0"
	xmlns:content="http://purl.org/rss/1.0/modules/content/"
	xmlns:wfw="http://wellformedweb.org/CommentAPI/"
	xmlns:dc="http://purl.org/dc/elements/1.1/"
	xmlns:atom="http://www.w3.org/2005/Atom"
	xmlns:sy="http://purl.org/rss/1.0/modules/syndication/"
	xmlns:slash="http://purl.org/rss/1.0/modules/slash/"
	>

<channel>
	<title>Miramondo Network s.r.l.</title>
	<atom:link href="https://www.miramondonetwork.com/feed/" rel="self" type="application/rss+xml" />
	<link>https://www.miramondonetwork.com/</link>
	<description></description>
	<lastBuildDate>Tue, 25 Aug 2026 15:57:43 +0000</lastBuildDate>
	<language>it-IT</language>
	<sy:updatePeriod>
	hourly	</sy:updatePeriod>
	<sy:updateFrequency>
	1	</sy:updateFrequency>
	<generator>https://wordpress.org/?v=7.1</generator>
	<item>
		<title>La formazione come nuovo modello culturale</title>
		<link>https://www.miramondonetwork.com/formazione-nuovo-modello-culturale/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 30 Oct 2016 15:24:39 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.miramondonetwork.com/formazione-nuovo-modello-culturale/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nell’epoca della tecnologia 2.0 la formazione diventa anche digitale. I pionieri – come sempre – sono stati gli USA, quando – nel 2011 – la [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/formazione-nuovo-modello-culturale/">La formazione come nuovo modello culturale</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nell’epoca della tecnologia 2.0 la formazione diventa anche digitale.</p>
<p>I pionieri – come sempre – sono stati gli USA, quando – nel 2011 – la Stanford University ha deciso di realizzare un corso online sull’intelligenza artificiale.</p>
<p><strong>160.000 gli iscritti</strong>: un boom inaspettato che ha funzionato da spin-off al mare di iniziative seguite.</p>
<p>Nel 2012 il New York Times parlava già di “Anno dei MOOC”.</p>
<p>L’acronimo sta per “<strong>Massive Open Online Courses</strong>“, letteralmente tradotto in “<strong>Corsi massivi online aperti a tutti</strong>“. Il termine viene coniato nel 2008 da Dave Cormier e Bryan Alexander, in riferimento al corso “Connectivism and Connective Knowledge” tenuto dal Professor George Siemens, della Athabasca University.</p>
<p>Per la prima volta, ben 2.200 studenti si connettono alla Rete per seguire una lezione universitaria.</p>
<p>L’apprendimento a distanza focalizza il successo su due chiavi fondamentali: <strong>diffusione globale della cultura e abbattimento dei costi tradizionali.</strong></p>
<p>Alla base del sistema e-learning, c’è l’idea di sfruttare le capacità di Internet per allargare la divulgazione del sapere a più ampi strati della società. I partecipanti provengono da ogni parte del mondo e accedono alle lezioni attraverso il web.</p>
<p>Il dibattito su funzionalità e vantaggi dei MOOC è ancora aperto.</p>
<p>I sostenitori promuovono la novità della <strong>formazione telematica per il valore fortemente democratico</strong>, l’interattività e l’aumentata esperienza di confronto e dibattito.</p>
<p>Gli scettici argomentano con riflessioni più propriamente tecniche e critiche agli interessi pubblicitari degli enti coinvolti. In effetti l’organizzazione dei corsi è spesso inadeguata, e la loro riuscita fortemente condizionata dalla capacità di autodisciplina dello studente. A supportare la tesi l’elevato numero di coloro che abbandonano in itinere. Solo il 10% degli iscritti arriva ad ottenere la certificazione conclusiva.</p>
<p>Bisogna chiedersi perché.</p>
<p>Dati statici alla mano, l’utente medio MOOC è già in possesso di una laurea, lavora ed ha un’età compresa fra i 25 ed i 35 anni. Sostanzialmente un early adopter del web, che sa muoversi con abilità in Rete e cerca di tenersi in costante aggiornamento.</p>
<p>Di frequente, sono le stesse aziende che attingono a tale canale, per investire sulla formazione dei propri dipendenti, limitando spesa economica e perdita di tempo.</p>
<p>Gli esperti del settore si stanno adoperando, per adeguare la struttura dei corsi alle esigenze degli learners effettivi. Quindi contenuti meno accademici e più brevi.</p>
<p><strong>E in Italia?</strong></p>
<p>Se la difficoltà dei Paesi in via di sviluppo è la mancanza di connessione e dispositivi, il problema per il Bel Paese è di tutt’altra natura: non parla inglese.</p>
<p>Si taglia così fuori dal mercato del lavoro e dell’istruzione, in quanto la quasi totalità dei corsi digitali è realizzata da piattaforme anglofone.</p>
<p>Sporadiche le attività formative organizzate dagli atenei nazionali, che non bastano a fronteggiare le crescenti richieste degli studenti.</p>
<p>Il tentativo è quello di istruire le masse, come faceva negli anni Sessanta il <strong>Professor Alberto Manz</strong>i, con il programma RAI “Non è mai troppo tardi”.</p>
<p>La formula era del tutto innovativa: milioni gli italiani iniziati all’alfabetizzazione mediante didattica televisiva.</p>
<p>Cinquant’anni dopo, la storia si ripete e cambiano i mezzi.</p>
<p><strong>L’obiettivo è quello di perfezionare un sistema che ha enorme potenziale, ma rimane in parte inespresso.</strong></p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/formazione-nuovo-modello-culturale/">La formazione come nuovo modello culturale</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Turismo, Web e Italia: Collegatevi!</title>
		<link>https://www.miramondonetwork.com/turismo-web-italia-collegatevi/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 17 Feb 2015 10:55:42 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.miramondonetwork.com/turismo-web-italia-collegatevi/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Turismo, web e Italia costituiscono uno di quei terni che potrebbero vincere al lotto ma, probabilmente, ancora non sono riusciti ad azzeccare la ruota giusta. [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/turismo-web-italia-collegatevi/">Turismo, Web e Italia: Collegatevi!</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Turismo, web e Italia costituiscono uno di quei terni che potrebbero vincere al lotto ma, probabilmente, ancora non sono riusciti ad azzeccare la ruota giusta. Nell’era 3.0 infatti, <strong>l’Italia</strong> a differenza di tanti altri paesi che posseggono un patrimonio artistico molto meno consistente, <strong>continua a restare indietro</strong>: a lei, dal turismo internazionale, sono preferite mete molto meno attrattive ma raggiungibili dal web molto più agevolmente.<br />
Questo è ciò che emerge da una ricerca portata avanti dall<strong>‘Osservatorio del Politecnico di Milano</strong> che in vista di un evento storico come Expo 2015 segnala la mancanza di verve, e soprattutto di strategie, da parte delle piccole e medie imprese operanti nel campo del turismo ricettivo.</p>
<h2>L’Italia e il Turismo digitale: le strutture ricettive si affacciano sul web</h2>
<p>Ad una richiesta sempre più pressante da parte del turismo nazionale ed internazionale, le imprese italiane, soprattutto quelle ricettive, dei trasporti e delle agenzie di prenotazione viaggio, cominciano a farsi avanti cercando di imporsi in un mercato, quello della rete, in cui sbagliare significa essere out.<br />
L’importanza di destinare una buona parte dei propri investimenti all’attività promozionale e di gestione della clientela non più ai sistemi di comunicazione tradizionale, ma al web, è ormai chiara agli operatori del settore, che <strong>cominciano ad investire somme di denaro sempre più congrue pur di riuscire a rendere vincente la propria strategia di web marketing</strong>, conquistando la vetta del page Rank, se non il senso assoluto almeno nel Local.<br />
Quindi le aziende ricettive e tutte quelle attività che in qualche modo ruotano intorno al settore turistico si muovono, puntano ad accrescere la propria brand reputation e ad invogliare a lasciare recensioni positive, perché si sa, i giudizi in rete contano.</p>
<h2>Il turismo digitale in Italia: l’importanza della strategia</h2>
<p>Pur comprendo appieno la necessità di sviluppare efficaci campagne di marketing le piccole aziende operanti nel settore turistico italiano, in particolar modo gli alberghi a conduzione familiare e gli agriturismi assolati, <strong>non sono riuscite a trovare la giusta strada e le giuste agenzie per dar vita ad un modello di comunicazione adeguato per essere visibili in rete</strong>. Da questo punto di vista, infatti, l’Italia e il settore turistico risulta molto indietro nelle strategie di marketing territoriale.</p>
<p>L’importanza di affidare la propria strategia di marketing a esperti del settore oggi risulta vitale: da una buona o cattiva campagna di marketing può dipendere la vita stessa dell’azienda. Nel mondo contemporaneo il turismo, più di ogni altro settore, viaggia in rete: chi resta fermo ed aspetta di essere trovato, probabilmente resterà ad aspettare molto a lungo.</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/turismo-web-italia-collegatevi/">Turismo, Web e Italia: Collegatevi!</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>In Italia sono 59 milioni gli italiani e solo 21 milioni acquistano online</title>
		<link>https://www.miramondonetwork.com/21-milioni-italiani-acquistano-online/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 16 Dec 2014 21:06:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.miramondonetwork.com/21-milioni-italiani-acquistano-online/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Nel 2014 si stima che l’e-commerce, cioè l’acquisto di prodotti online, raggiungerà i 1.500 miliardi di dollari a livello mondiale, con una crescita del 20% [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/21-milioni-italiani-acquistano-online/">In Italia sono 59 milioni gli italiani e solo 21 milioni acquistano online</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Nel 2014 si stima che l’e-commerce, cioè l’acquisto di prodotti online, <strong>raggiungerà i 1.500 miliardi di dollari a livello mondiale</strong>, con una crescita del 20% rispetto al 2013. Fattore determinante in questa importante affermazione della vendita in internet si ritiene sia stata la diffusione di smartphone e tablet, che ha reso l’acquisto facile e veloce dal proprio telefonino un’operazione sempre più frequente. Secondo gli ultimissimi dati diffusi da <strong>Eurostat</strong>, l’Italia è fanalino di coda d’Europa anche per ciò che riguarda l’uso del web: il <strong>32% della popolazione non utilizza quasi per nulla la rete (circa 20 milioni),</strong> il 18% non è mai entrato in internet e solo il 58% degli italiani vi entra quotidianamente. È interessante apprendere, tuttavia, che dei 40 milioni di fruitori della rete, ben 29 milioni accedano a internet via mobile, un dato che fa sempre più pensare alla forte interconnessione se non interdipendenza “<strong>utilizzo della rete = proprietà di un dispositivo mobile</strong>“.</p>
<p>Qualunque sia il supporto adottato, in ogni caso, se passiamo a considerare i dati riguardanti l’e-commerce, <strong>in Italia 21 milioni di persone hanno acquistato online almeno una volta nella vita</strong>, 14 milioni l’hanno fatto nel 2013, 10 milioni lo fanno regolarmente, cioè almeno una volta al mese. Un dato comunque in costante crescita: del 18% nel 2013 rispetto all’anno prima e tale da aver fatto registrare un incremento di fatturato del settore da 4 a 11 miliardi di euro dal 2006 al 2013. Si tratta quindi di un terreno fertilissimo sul quale lavorare per potenziarne gli effetti. Nella prima metà dell’anno si sono superati i 50 milioni di transazioni online ogni trimestre. Tutte le aziende che non hanno compreso l’importanza di questo processo hanno conosciuto un calo del <strong>conversion rate</strong> del proprio sito e quante invece hanno saputo intravedere le possibilità di questa importante rivoluzione hanno trovato opportunità per conquistare una fetta di mercato nuovo, anche con proposte e servizi speciali che giocassero su alcune notizie catturabili dall’uso del mobile, come la <strong>geolocalizzazione</strong> dell’utente.</p>
<p>Negozi e produttori hanno individuato nello strumento di vendita online la possibilità di scavalcare o quanto meno affiancare complessi sistemi distributivi per arrivare a coprire una fetta del mercato direttamente, con margini di guadagno maggiori. Va da sé che la concentrazione di molte varietà di prodotti in un unico store on-line potente ed efficace nelle consegne e gestione delle risorse come Amazon è sempre più forte, ma il marketplace è piuttosto democratico per quanto riguarda le affiliazioni, così come eBay, e può essere tenuto in considerazione da tutti i piccoli e medi attori del mercato.</p>
<p>Tra i settori trainanti nelle vendite in rete ci sono viaggi, informatica, abbigliamento, benessere, editoria, seguiti da audiovisivi e musica e dal nuovo ingresso prorompente della <em>grocery</em>, quindi dall’arredamento. <strong>Molto cliccati i siti di couponing e sempre più trainanti i settori della sharing economy, di condivisione delle risorse come appartamenti, macchine, case-vacanza.</strong> Per chi vuole tentare la strada di un commercio diretto, collaterale o alternativa all’affiliazione ai colossi dell’on-line, diventano fondamentali <strong>strategie di comunicazione</strong> nuove per raggiungere una grossa fetta di pubblico e conquistarne la fiducia. E la parola chiave è multicanalità, cioè integrazione dei canali di vendita, vale a dire negozio offline, on-line, social e mobile.</p>
<p><strong>Ma chi sono gli italiani che acquistano on-line, verso cui orientare i propri sforzi, oggi?</strong></p>
<p>Sono soprattutto utenti di età compresa tra i 18 e i 35 anni con un reddito medio-alto. Secondo la ricerca PwC Total Retail Survey 2014, chi compra on-line lo fa almeno una volta a settimana, per lo più da tablet. Il 47% degli italiani acquirenti utilizza i social network come mezzo di aggiornamento su marchi, brand e novità in uscita per procedere quindi all’acquisto, che viene scelto per ragioni piuttosto precise. Il campione intervistato ha risposto abbastanza uniformemente alla domanda sul perché sia preferibile l’acquisto on-line. La molla è il risparmio, unita alla comodità dell’acquisto da casa e del sistema 24h su 24, 7 giorni su 7.</p>
<p>Tra le richieste dei fruitori per un futuro sempre più florido dell’e-commerce ci sono <strong>l’eliminazione delle spese di trasporto </strong>e la possibilità di beneficiare di app sempre più avanzate e intuitive. Il device sta influenzando la frequenza delle spese online e la formula di acquisto via app si sta rivelando lo strumento preferito con un incremento dal 20% al 23% in soli tre mesi nell’anno in corso. Il target, anche per l’uso delle app, è quello riferito: e-shopper abituali disposti a spendere, ma attenti alle occasioni di risparmio e comparatori di prezzi su diverse piattaforme.</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/21-milioni-italiani-acquistano-online/">In Italia sono 59 milioni gli italiani e solo 21 milioni acquistano online</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Le opportunità dell’insegnamento 2.0</title>
		<link>https://www.miramondonetwork.com/opportunita-insegnamento/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2014 16:22:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.miramondonetwork.com/opportunita-insegnamento/</guid>

					<description><![CDATA[<p>La rivoluzione informatica ha portato con sé diversi cambiamenti alle nostre abitudini, che si tratti di pagare, trovare informazioni o viaggiare. Le nuove generazioni sono [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/opportunita-insegnamento/">Le opportunità dell’insegnamento 2.0</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<div class="fleft acenter w220">La rivoluzione informatica ha portato con sé diversi cambiamenti alle nostre abitudini, che si tratti di pagare, trovare informazioni o viaggiare. Le nuove generazioni sono nate e cresciute con l’informatica, sfruttandola in modo più o meno consapevole per accedere alle informazioni e al sapere, <strong>ma la scuola fatica a prendere atto di tale cambiamento.</strong></div>
<p>Nella misura in cui il web è oggi la principale fonte d’informazione dei nostri ragazzi, tanto vale utilizzarlo anche a fini didattici. Per far questo occorre però conoscere le regole del gioco. Per prima cosa, i contenuti pubblicati devo essere facilmente fruibili, non approssimati ma concisi, in modo tale che la lettura possa essere scorrevole e piacevole. L’idea di riprodurre un’intera lezione su di una pagina internet non è il modo migliore per catturare l’attenzione degli studenti. Questo non significa però rinunciare ai contenuti: <strong>il principio dell’interattività di internet gioca a favore dei professori, poiché dopo aver catturato l’attenzione e presentato i contenuti essenziali, i link verso gli approfondimenti conferiscono allo studente la libertà</strong> di andare oltre; e il professore, scegliendo i link in modo appropriato, permette allo studente di leggere contenuti di qualità, insegnandogli anche un uso critico del mezzo. Altra potenzialità di internet, l’uso di immagini e contenuti audio e video che permettono di stimolare la memoria visiva. Per riassumere: semplicità, ma non approssimazione.</p>
<p>Passando dal contenuto al contenitore, occorre selezionare la forma di comunicazione più adatta ad una tale impresa. I blog, ad esempio, sono strumenti facili da manipolare, per i quali sono richieste alcune conoscenze tecniche, ma non impossibili da apprendere in tempi rapidi. Un blog si basa sul principio di una scrittura volta ad informare, dove le note sono raggruppate per temi e l’uso di contenuti audio e video è abbastanza semplice. Perché funzioni, i contenuti sono da aggiornarsi regolarmente e l’uso dei flussi RSS permette al lettore di sapere in tempo reale se la pagina è stata aggiornata. È una forma di comunicazione informale che potrebbe aiutare il professore a mantenere un legame con lo studente al di fuori della scuola, <strong>pubblicando un riassunto della lezione del giorno</strong>, indicando dei contenuti per l’approfondimento, offrendo la possibilità di interagire tramite i commenti. Per i più esperti, la creazione di un sito internet potrebbe essere un’altra idea vincente, meglio ancora se tale pagina è realizzata nel sito internet della scuola di riferimento. In tal modo, il portale non resta solo un mezzo per comunicare informazioni, ma anche per trasmettere il sapere e le iniziative didattiche che si portano avanti. Ed entrare in contatto con altre scuole.</p>
<p>Parte di queste iniziative stanno prendendo piede nelle università, specialmente nei centri di ricerca. Per i ricercatori è essenziale comunicare con i loro simili per restare aggiornati sulle necessità della disciplina. Per i laboratori scientifici l’interesse di tale scambio è a dir poco evidente, ma anche le scienze umane si stanno organizzando in tal senso. Nell’idea di presentare il proprio lavoro, molti laboratori di ricerca e scuole dottorali hanno un loro blog o sito internet, nel quale pubblicano le loro attività. Non è raro che in occasione di una conferenza, di un seminario o di un ciclo di lezioni siano creati blog ad hoc per permettere di comunicare i risultati degli scambi che si sono avuti. È un modo per far conoscere il proprio lavoro e farlo evolvere grazie ai contributi di quanti, a distanza, possono prenderne atto, criticare o contattare chi lavora sulle loro stesse problematiche.</p>
<p>A lungo si è demonizzato internet come un mezzo inadatto alla trasmissione del sapere, poiché chiunque può scrivere e non c’è un controllo sui contenuti. Iniziare a utilizzare internet in modo responsabile, adattandolo alle proprie esigenze e sfruttandone una delle sue caratteristiche più importanti, la possibilità di<strong> raggiungere milioni di persone permettendo loro di interagire</strong>, potrebbe dar luogo ad un vero inizio dell’era informatica anche nella scuola.</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/opportunita-insegnamento/">Le opportunità dell’insegnamento 2.0</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Brand Reputation vs Brand Position: ecco le differenze</title>
		<link>https://www.miramondonetwork.com/brand-reputation-position-differenze/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2014 15:26:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.miramondonetwork.com/brand-reputation-position-differenze/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Numerose ricerche confermano come il consumatore utilizzi sempre di più le informazioni reperibili in rete prima di fare un acquisto. Stiamo parlando di un consumatore [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/brand-reputation-position-differenze/">Brand Reputation vs Brand Position: ecco le differenze</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Numerose ricerche confermano come il consumatore utilizzi sempre di più le informazioni reperibili in rete prima di fare un acquisto. Stiamo parlando di un<strong> consumatore multicanale</strong> che prima di acquistare si confronta con altri utenti nelle community, sui blog e sui social network. Più forte nei confronti dell’azienda grazie alle informazioni che raccoglie decide se effettuare il proprio acquisto non solo in base ai bisogni reali o indotti ma, soprattutto, in base alla <strong>brand reputation</strong> e alla <strong>brand position aziendale</strong>. Entrambe sono fattori determinanti per il business e punti cardine di un serio progetto di <strong>marketing</strong>.</p>
<p>Il consumatore non è più una entità isolata come quando era raggiunto solo dalle pubblicità della tv, dalla cartellonistica o dai volantini: quel tipo di marketing poteva basarsi sui grandi numeri e ignorare le impressioni del singolo. Oggi, attraverso internet, l’utente ha la possibilità di<strong> sapere quello che di positivo o di negativo dicono altri consumatori</strong> che hanno acquistato il prodotto e questo fa la differenza tra un acquisto che si realizza e un acquisto che sfuma. Per chi ha un sito e-commerce, per una Pmi ma anche per una organizzazione ciò che il popolo della rete pensa dell’azienda è una imperdibile opportunità di brand awareness: avere, invece, un sito che non interagisce con la rete e soprattutto non attua le strategie opportune nei confronti degli utenti, porta all’insuccesso. Community, blog e siti social sono gli ambiti privilegiati in cui il consumatore conosce la reputazione dell’azienda. Come l’azienda è vista, qual è la sua affidabilità e come viene percepito il rapporto qualità/prezzo sono elementi fondanti della brand reputation. Attraverso una comunicazione mirata si possono influenzare i pareri negativi e costruire una reputation che alimenta il prestigio e incrementa il giro di affari. I contenuti che si generano attraverso le interazioni tra gli utenti permettono al brand di sviluppare una comunicazione con gli utenti stessi e di contrastare i pareri negativi relazionandosi in maniera costruttiva. Per costruire una brand reputation di qualità, al primo posto, c’è una mission aziendale che ha chiare le esigenze del consumatore e risolve con la propria offerta, i suoi problemi .</p>
<p>Una grande importanza è rivestita anche dall’empatia che si stabilisce con il potenziale cliente che influenza, positivamente, la percezione del marchio. E’ a questo punto che entra in gioco il<strong> positioning statement del brand</strong>, elemento fondamentale nella creazione della brand reputation e forse il punto più importante del piano marketing. Per brand position si intende il livello di rilevanza che un brand ha per il consumatore: ogni potenziale cliente ha in mente una graduatoria dei marchi preferiti, qualunque sia la categoria di prodotti. Il posizionamento di marca è il processo mediante il quale si crea una immagine nella testa del consumatore. Questa immagine si inserisce nei primi posti solo se la strategia di marketing presenta la propria proposta come unica, riconoscibile e interessante. Quello che occorre, quindi, è differenziarsi dai competitor, sottolineando le differenze significative che rendono preferibile il proprio prodotto. La differenziazione si basa sugli attributi del prodotto stesso, su quelli degli utilizzatori, sui benefici offerti, sulle occasioni in cui può essere usato e sui valori di considerazione sociale e di autostima. Il consumatore associa un’idea all’azienda: se per Barilla l’idea è “casa”, per Ferrari è “potenza” e per Amazon è il “customer di eccellenza”. Emozioni ed empatia, qui, svolgono un ruolo preponderante.</p>
<p>Un posizionamento vincente trasforma un’azienda tra le tante in un’azienda leader. E’ fondamentale, quindi, mettere in atto una comunicazione chiara, basata sulla differenziazione perché il prodotto possa diventare l’oggetto del desiderio per un target di consumatori il più ampio possibile.</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/brand-reputation-position-differenze/">Brand Reputation vs Brand Position: ecco le differenze</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Marketing Creativo come Marketing Digitale</title>
		<link>https://www.miramondonetwork.com/marketing-creativo/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2014 15:26:05 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.miramondonetwork.com/marketing-creativo/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Il marketing tradizionale è uno strumento che permette al prodotto di arrivare sul mercato. Si basa sostanzialmente su quattro variabili, definite le 4P: product, price, [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/marketing-creativo/">Marketing Creativo come Marketing Digitale</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Il marketing tradizionale è uno strumento che permette al prodotto di arrivare sul mercato. Si basa sostanzialmente su quattro variabili, <strong>definite le 4P: product, price, place e promotion.</strong> Il processo di marketing tradizionale comincia con l’identificazione delle necessità della clientela potenziale, al fine di offrire sul mercato un prodotto che le soddisfi appieno. Una volta definito il mercato dei clienti potenziali e individuata la concorrenza, si procede con la segmentazione, cioè la divisione del mercato in segmenti ai quali rivolgere il prodotto finito. Qui fa la sua comparsa il primo punto debole del marketing tradizionale: segmentando il mercato sulla base del prodotto fa sì che non venga minimamente tenuto conto del mercato non potenziale e quindi che si abbia solo una visione parziale e non totale del mercato.<strong> In altre parole si tende a studiare precise categorie di utenti finali e non si presta attenzione alle necessità degli altri utenti.</strong></p>
<p>In seguito alla segmentazione si passa al posizionamento, cioè l’entrata del prodotto sul mercato, e alla promozione, ossia il tentativo di far apparire il prodotto interessante e attraente alla clientela per mezzo della pubblicità. Ciò che appare subito evidente del marketing tradizionale è la sua conformazione a cascata, dall’alto verso il basso; l’impresa comunica con il cliente, ma il cliente non è in grado di entrare in diretto contatto con l’impresa per rilasciare un eventuale feedback. Con l’avvento del<strong> marketing digitale</strong> il rapporto impresa-cliente è diventato di tipo reticolare il marketing digitale segue tutte le fasi del marketing tradizionale per quanto riguarda il passaggio dal prodotto al cliente, ma impresa e cliente stanno sullo stesso piano e non più su piani diversi. Basti pensare alle numerose imprese dotate di pagine web o profilo Facebook e alle migliaia di utenti che ogni giorno comunicano spontaneamente le loro preferenze e il loro feedback senza che l’impresa debba appositamente effettuare studi prima della produzione.</p>
<p>Il marketing digitale rientra nell’ambito del <strong>marketing creativo</strong>, ossia di una serie di stratagemmi per comunicare in modo chiaro con la clientela di tutto il mondo dando al contempo valore aggiunto ai propri prodotti. Tra le strategie attuate dal marketing creativo ritroviamo il <strong>marketing virale</strong>, il<strong> guerrilla marketing</strong>, il<strong> social marketing</strong> e la <strong>web reputation</strong>.</p>
<p><strong>Il marketing virale</strong> è una strategia di marketing per certi versi simile al passaparola che sfrutta la capacità comunicativa di un numero ristretto di utenti per la trasmissione di uno specifico messaggio ad un vasto numero di utenti finali; uno degli strumenti più utilizzati dal marketing virale è sicuramente il video, seguito dai flash mob e dallo street marketing, una sorta di manifestazione.</p>
<p>Il <strong>guerrilla marketing</strong> è invece una strategia di marketing decisamente più aggressiva ed emozionale che usa strumenti non convenzionali per avere un maggiore impatto sul cliente finale, stimolandone l’immaginario.</p>
<p>Il <strong>social marketing</strong>, come si intuisce dal nome stesso, è una tipologia di marketing che sfrutta le potenzialità dei social network, come Facebook e Twitter, per comunicare con il cliente, offrire supporto alla vendita e per fornire assistenza.</p>
<p>Quella della <strong>web reputation</strong> infine è una strategia di marketing basata sulle recensioni, vale a dire sulle opinioni pubblicate in rete dagli utenti in seguito alla loro esperienza diretta con il marchio; si tratta di un metodo sempre più utilizzato dai viaggiatori per quanto riguarda alberghi e ristoranti.</p>
<p>In definitiva appare ormai chiaro che il <strong>marketing tradizionale stia tramontando</strong>, ma a prevenire la sua definitiva scomparsa è lo stretto legame fra questo e il digital marketing. Prestando attenzione alle nuove tecnologie le imprese si fanno conoscere in rete, raggiungendo un numero di utenti sempre maggiore.</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/marketing-creativo/">Marketing Creativo come Marketing Digitale</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Web: come gli Stati Uniti raggiungeranno l&#8217;Italia</title>
		<link>https://www.miramondonetwork.com/web-stati-uniti-raggiungeranno-italia/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2014 15:25:56 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.miramondonetwork.com/web-stati-uniti-raggiungeranno-italia/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Complice il periodo di crisi che l’Italia sta vivendo, il pessimismo riguardante le nostre risorse tecnologiche si diffonde a macchia d’olio in tutti gli strati [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/web-stati-uniti-raggiungeranno-italia/">Web: come gli Stati Uniti raggiungeranno l&#8217;Italia</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Complice il periodo di crisi che l’Italia sta vivendo, il pessimismo riguardante le nostre risorse tecnologiche si diffonde a macchia d’olio in tutti gli strati della popolazione in grado di utilizzare la rete Internet. Ed è così che si tende a svalutare ciò che di buono abbiamo raggiunto finora e a guardare con invidia e meraviglia quello che altri paesi europei e mondiali, primo su tutti gli Stati Uniti, offrono in campo tecnologico.</p>
<p>In realtà il problema andrebbe affrontato a partire da una prospettiva totalmente diversa: <strong>la rapida avanzata degli Stati Uniti nella tecnologia consente infatti ai paesi rimasti indietro di prendere spunto</strong>, importare e persino migliorare le innovazioni ad ora sul campo. Recenti ricerche sull’uso di Internet hanno dimostrato che l’Italia è tra i paesi che meno utilizzano la rete abitualmente, con un 33% della popolazione di età compresa tra i 16 e i 74 anni che non ha mai usato Internet; di questi la maggior parte è costituita da adulti di sesso femminile. Se si guarda all’utilizzo di Internet da parte delle imprese la situazione di certo non migliora. Laddove negli Stati Uniti il numero delle imprese che scelgono di utilizzare Internet per la vendita e le campagne di <strong>brand reputation</strong> aumenta di circa il 13% all’anno, qui in Italia ancora si fa fatica a vedere il web come strumento efficiente di marketing, probabilmente perché è ancora molto ancorata la tradizione della<strong> vendita diretta</strong> e della <strong>fidelizzazione</strong> della clientela attraverso un rapporto su base personale. Ciò nonostante i numeri crescono, anche se debolmente, di anno in anno ed ecco che gli anziani imparano ad usare Internet grazie all’intervento dei giovani nipoti e le imprese utilizzano sempre di più siti web e social network per farsi conoscere sul mercato.</p>
<p>Quando si parla di social network non si può non fare riferimento al celebre <strong>Facebook</strong> di Mark Zuckerberg. Nato come social network per ritrovare e rimettersi in contatto con gli ex compagni di scuola, oggi Facebook è uno dei più grandi bacini al mondo di persone, lavoro ed attività sociali. In Italia esperimenti simili sono stati realizzati con social network come <strong>CircleMe</strong>, <strong>Coffemesh</strong> e <strong>Quag</strong>; ciò che però salta subito all’occhio è la tendenza, da parte di questi social network, di rivolgersi a categorie specifiche di utenti e non alla loro totalità come invece accade per Facebook o <strong>FourSquare</strong>.</p>
<p>Diverso è il caso di <strong>Tripadvisor</strong>, portale dedicato alle recensioni degli utenti su hotel e ristoranti, che ha visto in siti web italiani come Gnammo o 2spaghi dei concorrenti all’altezza, complice anche la cultura radicata della cucina italiana, conosciuta in tutto il mondo. Decisamente più sfortunato è il discorso dei motori di ricerca; sono proprio i motori di ricerca statunitensi a detenere il primato assoluto sul web, a partire dal famosissimo Google. Segnali positivi arrivano invece dal probabile arrivo di Netflix in Italia, auspicato per la fine del 2015. Sull’onda del successo del servizio di streaming americano infatti l’Italia prospetta una crescita del catalogo di film e serie TV delle offerte Timvision, Sky e Mediaset Premium, e un abbassamento dei prezzi per fornire un’ampia scelta agli utenti. Inoltre l’arrivo si Netflix sarà sicuramente un incentivo per l’acquisto di smart TV e per una maggiore diffusione della banda larga nel paese. In conclusione c’è da dire che la vera rivoluzione web in Italia dovrebbe partire dai luoghi di studio, facendo di scuole superiori ed università un equivalente del college americano, in cui individui e professori collaborano a stretto contatto dando vita ad idee imprenditoriali di successo mondiale.</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/web-stati-uniti-raggiungeranno-italia/">Web: come gli Stati Uniti raggiungeranno l&#8217;Italia</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Viaggiare ora è più semplice grazie al Web</title>
		<link>https://www.miramondonetwork.com/viaggiare-semplice-grazie-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2014 15:25:04 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.miramondonetwork.com/viaggiare-semplice-grazie-web/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Per ognuno di noi, viaggiare assume diversi significati: si viaggia per vacanza, per desiderio di conoscere, per la voglia di fuggire e così via. Viaggiare [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/viaggiare-semplice-grazie-web/">Viaggiare ora è più semplice grazie al Web</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Per ognuno di noi, <strong>viaggiare assume diversi significati</strong>: si viaggia per vacanza, per desiderio di conoscere, per la voglia di fuggire e così via. Viaggiare presuppone uno spostamento nello spazio, ma non solo: il più delle volte è un’immersione in mondi completamente nuovi per noi, che ci affascinano e che segnano il nostro percorso di vita. Qualunque siano i motivi e le sfide che si hanno davanti, viaggiare resta l’attività che meglio ci permette di soddisfare il nostro desiderio d’avventura.</p>
<p>Viaggiare è un’attività antica quanto l’uomo, ma a seconda delle epoche essa assume un significato differente. Nell’antichità i viaggi erano essenzialmente delle missioni diplomatiche inviate dai regnanti per stabilire dei contatti con le popolazioni amiche. Anche i pellegrinaggi verso luoghi religiosi costituivano dei veri e propri viaggi, spesso verso terre lontane e in cerca di una qualche forma di redenzione. Le esplorazioni geografiche presupponevano anch’esse dei viaggi in terre lontane e ignote, alla ricerca di nuovi popoli e di territori da offrire al proprio sovrano.</p>
<p>Solo nel Settecento il viaggio assume la forma di quello che oggi definiamo turismo. Ne è un esempio il grand tour che i rampolli delle famiglie aristocratiche o della borghesia agiata compivano in Europa, spesso e volentieri in Italia, al fine di visitare luoghi e monumenti di nazioni estere. Gli spostamenti erano molto lunghi e complessi, motivo per cui il viaggio durava mesi, se non anni. Da queste esperienze, diversi scrittori hanno in seguito pubblicato libri di notevole fama: sono da ricordare a tal proposito i viaggi di Goethe e di Stendhal, così come tutta la letteratura di viaggio che da queste esperienze è sorta.</p>
<p>L’industrializzazione, ma soprattutto l’avvento della società di massa nel XX secolo rendono il viaggio un vero e proprio rituale con il quale allietare le pause lavorative, soprattutto estive. Negli ultimi due decenni, con il cambiamento dei ritmi e delle forme di lavoro, le opportunità di viaggio si sono moltiplicate. Inoltre, i mezzi di trasporto sono oggi così rapidi da ridurre le distanze geografiche, permettendo anche spostamenti per brevi periodi, se non addirittura in giornata. Ma quel che ha veramente rivoluzionato il modo di concepire il viaggio e il turismo è stato l’avvento di internet.</p>
<p>Se una volta si andava in agenzia e ci si affidava ad essa per scegliere e prenotare le proprie vacanze, <strong>oggi queste operazioni passano per il web</strong>. Le community dedicate ai viaggi sono la principale fonte di informazione per quanti vogliono partire. E ciò che le rende attrattive è la possibilità che i viaggiatori hanno di comunicare le loro esperienze. Tra i migliori esempi in questo campo vi è il sito internet della nota trasmissione televisiva Turisti per caso. Come nel format televisivo i protagonisti sono due viaggiatori che raccontano davanti ad una telecamera le loro escursioni nel mondo, così il sito è pensato per tutti quei viaggiatori che hanno voglia di pubblicare i loro racconti di viaggio. Sulla base di tali esperienze, altri viaggiatori posso essere indotti a visitare luoghi insoliti che mai avrebbero immaginato, perché trascinati dall’entusiasmo di altri. Altro esempio, e altra forma di community, è il sito internet easyviaggio.com, dove oltre a proporre offerte per pacchetti vacanza, una redazione di giornalisti s’impegna nel recensire strutture, feste, luoghi d’interesse di diverse destinazioni nel mondo, per offrire ai lettori un accompagnamento completo nell’organizzazione del loro viaggio. Lasciando anche spazio ai commenti.</p>
<p>Ne risulta che il turista del XX secolo è ormai indipendente. Si ritaglia il suo spazio per viaggiare durante tutto l’anno; cerca e trova da solo le sue destinazioni, affidandosi maggiormente ai suggerimenti di altri viaggiatori come lui piuttosto che agli esperti del settore; riserva trasporti e alberghi direttamente su internet. Un cambiamento sentito anche dalle autorità governative, che hanno istituito dei portali on-line al fine di informare i viaggiatori sui rischi che talune mete presentano (zone di guerra, nazioni con rischi sanitari e così via).</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/viaggiare-semplice-grazie-web/">Viaggiare ora è più semplice grazie al Web</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Fare impresa sul web</title>
		<link>https://www.miramondonetwork.com/fare-impresa-web/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2014 15:24:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.miramondonetwork.com/fare-impresa-web/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Perché fare impresa sul web? Il web ha cambiato le nostre vite in modo drastico in ogni senso. Il cambiamento più vistoso, forse, è dato [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/fare-impresa-web/">Fare impresa sul web</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<h2>Perché fare impresa sul web?</h2>
<p>Il web ha cambiato le nostre vite in modo drastico in ogni senso. Il cambiamento più vistoso, forse, è dato nell’impatto del web sui modi in cui si creano e gestiscono attività commerciali. Oggi come oggi un’impresa non avrebbe un futuro senza una presenza online di spicco. Un’azienda con una pagina web smorta, o peggio, inesistente, dà l’impressione di un’impresa senza ambizione e fuori contatto con il mondo telematico moderno “iperconnesso” in cui tutti noi viviamo. A parte il vantaggio ovvio di potere raggiungere una molto più vasta base clienti con un sito online accessibile in tutto il mondo, anche a livello nazionale un sito e una presenza ambiziosa sui social network sono indicatori di una impresa dinamica, affidabile e attraente. Quindi vale proprio la pena imparare qualche regola d’oro dell’ e-galateo imprese. Ricordiamoci inoltre che il web ha cambiato anche le nostre abitudini shopping, e quindi i nostri gusti e aspettative commerciali!</p>
<h2>L’importanza della propria presenza commerciale nei social network</h2>
<p>Oggi, un’impresa dinamica e ambiziosa non può sussistere senza il supporto di un sito internet, blog o social media. Pensiamo a un’impresa nel settore commerciale dei mobili, per esempio. Un sito ufficiale va benissimo, ma i Social in questo caso agiscono come un ‘passa-parola’, un tam tam in cui le ultime offerte e nuovi articoli aggiunti al negozio vengono letteralmente lanciati sul momento. Il bello dei social è che l’imprenditore capisce subito quello che funziona, quello che fa trend, e quello che invece lascia gli utenti online impassibili. Infatti, a seconda del feedback e del numero di inoltri e delle persone che cliccano “mi piace” sui Social, l’imprenditore accorto può poi regolarsi per future promozioni e offerte. <strong>L’importante è essere chiari, sinceri, e realistici nell’impostare il proprio profilo social.</strong></p>
<h2>Gli errori più comuni del principiante e-imprenditore</h2>
<p>Un errore fatale che purtroppo molti aspiranti imprenditori commettono è il non disporre di una presenza online sempre aggiornata. Un altro problema correlato è la mancanza o scarsa qualità di contenuti.Un sito web commerce funzionale e sicuro ma privo di contenuto stimolante e accattivante oggi giorno non ha speranze. Un altro errore fatale è non essere al corrente della concorrenza o sottovalutarla. E a volte la differenza tra un’impresa web claudicante e una invece rampante sta nel fatto di non avere una versione inglese dei contenuti del sito. Quindi, tenete anche questo a mente!</p>
<h2>Una success story!</h2>
<p>Ma veniamo ora ai benefici tangibili delle imprese online. Diamo un’occhiata ad un sito e-commerce non proprio tipico, quale <a href="https://www.chicplace.com/it" target="_blank">https://www.chicplace.com/it</a>. Il sito nasce dalla sinergia di boutique offline e online indipendenti situate in tutta Europa. Il sito offre una piattaforma online a piccole imprese mettendo in grado una clientela giovane a ‘web-savvy’ di accaparrarsi articoli di moda e arredamento interni unici e introvabili su piattaforme commerciali tradizionali o di grande portata. Il portale permette inoltre a piccoli e medi e-shop di unirsi all’impresa Chicplace, mettendo a disposizione il loro stock sul sito per una commissione non specificata. Il segreto del loro successo può racchiudersi nella frase “think local, sell global”: nel loro mission statement Chic Place specificano che a differenza di altri siti web, gli imprenditori dietro il portale sono espliciti nel definire le loro collaborazioni, in quanto essi scelgono solo le boutique in grado di offrire prodotti unici e di alta qualità. Il posto di questa impresa nel villaggio globale è intelligente e il loro metodo furbo, poiché il loro sito web si avvantaggia del valore aggiunto simbolico investito al prodotto artigiano unico e tipico di una regione o Paese, per poi catapultarlo commercialmente in tutto il globo. E funziona!</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/fare-impresa-web/">Fare impresa sul web</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
		<item>
		<title>Innova o Muori… E allora muoviti!</title>
		<link>https://www.miramondonetwork.com/innova-muori-muoviti/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Redazione]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 30 Oct 2014 15:24:16 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Senza categoria]]></category>
		<guid isPermaLink="false">https://www.miramondonetwork.com/innova-muori-muoviti/</guid>

					<description><![CDATA[<p>Ce lo spiega molto bene Charles Darwin nella sua teoria dell’evoluzione della specie: chi meglio si adatta all’ambiente che cambia, sopravvive e si evolve. Innovare è [&#8230;]</p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/innova-muori-muoviti/">Innova o Muori… E allora muoviti!</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></description>
										<content:encoded><![CDATA[<p>Ce lo spiega molto bene <strong>Charles Darwin</strong> nella sua teoria dell’evoluzione della specie: chi meglio si adatta all’ambiente che cambia, sopravvive e si evolve. Innovare è evoluzione e così come per il mondo animale e vegetale anche per quello aziendale l’obiettivo da perseguire è l’innovazione. <strong>Innovazione per esistere, non per resistere!</strong> Ogni azienda ha in sé il gene dell’evoluzione ma solo chi riesce a risvegliarlo può sperare di adattarsi al mercato che cambia e riuscire a vivere superando così la selezione naturale. Innovare dunque è la parola d’ordine.</p>
<p>In un mondo ormai globalizzato, dove la velocità delle transazioni economiche è pressoché istantanea, l’incertezza dei sistemi finanziari è nota a tutti gli operatori internazionali e l’interdipendenza delle aziende è all’ordine del giorno, lo standard qualitativo di ogni impresa deve garantire un alto livello di efficienza dei processi produttivi, con l’obiettivo primario di ridurre i rischi aziendali ai minimi termini. Innovazione di prodotto, ma anche di processo, devono garantire un valore aggiunto al business aziendale e, per renderlo possibile, un’azienda deve dotarsi di due qualità fondamentali: flessibilità e velocità. Flessibilità poiché l’impresa deve adattarsi ai nuovi scenari economici in continua mutazione e velocità poiché, nel contesto mondiale, non è da sola a rincorrere l’innovazione ma ha, potenzialmente, la concorrenza di tutte le altre imprese che operano sullo stesso scenario globale.</p>
<p>Sperimentare nuovi mercati, o creare nuovo business in mercati già esistenti, consente all’impresa “<strong>first mover</strong>” di raggiungere per prima clienti non ancora soddisfatti dall’attuale offerta e, dunque, distinguersi dai concorrenti come impresa che “sta avanti”, lasciando alle altre il difficile compito di inseguirla. In Italia le idee innovative non mancano, quello che manca è la capacità di saperle trasformare in prodotti di successo a causa delle scarse risorse a disposizione. Ma la sfida consiste anche in questo: riuscire ad innovare in tempi e costi prestabiliti.</p>
<p>Innovare vuol dire capire quali saranno le opportunità future del mercato e fare un’attenta stima delle minacce, ascoltare il feedback del cliente poiché l’innovazione può venire proprio dal basso, dal cliente stesso che apporta piccole modifiche al prodotto per soddisfare le sue esigenze. E così nasce un prodotto simile al vecchio ma nuovo nelle sue funzionalità.</p>
<p>Innovare è creare collaborazione tra le diverse aree aziendali, poiché il successo dipende anche dalla sinergia che si sviluppa tra i compartimenti aziendali nella ricerca e nello sviluppo di nuove idee. Investire nell’innovazione di prodotto e di processo, implementare nuove tecnologie, adottare strategie per ampliare il numero dei clienti sono, dunque, le chiavi per il successo di un’impresa.<strong> Ma tutto parte da un’idea nuova.</strong></p>
<p>Innovare, allora, è produrre nuove idee. Ma l’innovazione va ben oltre la semplice creatività: è concretizzare tali idee in processi e prodotti nuovi, una sfida a cui nessuna azienda può sottrarsi se vuole essere competitiva nell’attuale scenario economico. Era il 2001 quando si diffuse una notizia in Internet sulla creazione di un’invenzione sensazionale: un dispositivo capace di rivoluzionare il trasporto in città, di eliminare il traffico urbano. Pochi mesi dopo fece la sua prima comparsa il <strong>Segway</strong>, una sorta di monopattino elettronico a due ruote che consentiva a chiunque di restare in perfetto equilibrio, di curvare e frenare solo con lo spostamento del corpo. Il suo inventore, Kamen, ebbe questa magnifica intuizione dopo che, nel 1999, la sua società Deka Research impegnata nel campo dei dispositivi medici, introdusse una sedia a rotelle all’avanguardia, dotata di un sofisticato dispositivo di bilanciamento che gli consentiva di salire e scendere le scale e affrontare qualsiasi tipo di terreno, anche i marciapiedi in città. Il successo del Segway è oggi noto a tutti.</p>
<p><strong>E allora non restare solo un sognatore diventa un sognatore con la volontà di fare: sogna, crea, innova!</strong></p>
<p>The post <a href="https://www.miramondonetwork.com/innova-muori-muoviti/">Innova o Muori… E allora muoviti!</a> appeared first on <a href="https://www.miramondonetwork.com">Miramondo Network s.r.l.</a>.</p>
]]></content:encoded>
					
		
		
			</item>
	</channel>
</rss>
